Forlì, 22/03/2021

BREVE COMMENTO AL D.L. 73 DEL 7 GIUGNO 2017

In tema di obbligatorietà dei vaccini

Parte seconda – cosa fare.

Anzitutto occorre tener presente che il DL 73 del 2017 è una legge a tempo, ovvero potrà essere convertita, non convertita o convertita con modificazioni entro il 6 Agosto 2017.

La sensazione, al momento, è che il decreto legge verrà convertito in legge seppur con modificazioni, attese le reazioni molto negative dei cittadini che, ricordiamolo, sono pur sempre dei potenziali elettori.
Quindi, al momento, ci troviamo davanti ad una normativa in fieri e non ancora stabilizzata che, potrebbe decadere, laddove non convertita in legge dello Stato dal Parlamento, entro 60 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (7.6.2017), o potrebbe essere modificata, anche in modo radicale.
O potrebbe essere confermata in toto.
Pertanto, quello che potrete leggere, di seguito, è solo un insieme di pensieri “allo stato dell’arte”, nella consapevolezza che la normativa di riferimento potrebbe essere, nel breve periodo, completamente rivoluzionata.
Oppure no.
Cosa fare oggi.
Fase I. Iscrivere i propri figli a nidi, scuole e asili richiedendo previamente (prima del 10.9.2017 ma comunque a fine agosto, primi di settembre 2017) l’appuntamento per la vaccinazione, presso l’ASL di riferimento.
Con la prova di questa richiesta, a termini di decreto, NON vi potrà essere negata l’iscrizione.
Fase II. Recarsi all’Asl di riferimento per la vaccinazione e chiedere espressamente un colloquio informativo sui farmaci che verranno inoculati al proprio figlio, nel rispetto della Legge vigente.
Fase III. Domandare chiarimenti sul tipo di farmaci che verranno inoculati ai bambini, chiedendo per ciascuno di ricevere il bugiardino e domandando di ricevere eventuali studi medici a sostegno del fatto che l’assunzione di tali farmaci NON comportano conseguenze negative di alcun tipo per il somministrato.
Domandare, altresì, le eventuali statistiche relative a segnalate reazioni avverse e chiedere espressamente quali esami possano essere eseguiti sul somministrato, prima della vaccinazione, al fine di poter scongiurare rischi per la sua salute e soprattutto eventuali reazioni allergiche. Chiedere all’ASL di riferimento quali esami o controlli propedeutici intendano eseguire sul somministrato (il proprio figlio!) prima di dare corso alla vaccinazione.
Se lo ritenete potrete registrare il colloquio ma per far sì che tale registrazione possa essere, un domani, utilizzabile in una eventuale sede giudiziaria, occorre far presente al proprio interlocutore che si intende registrare la conversazione.
Fase IV. Prendete tempo e riferite che, come genitori, avete intenzione di ragionare un attimo sulle informazioni ricevute, se del caso approfondendole.
Fase V. Si riceverà , successivamente, un invito a presentarsi per la vaccinazione (se l’ASL non riuscirà a darvi appuntamento contestualmente alla Vs richiesta inziale, di cui alla Fase I) e in quella sede i genitori verranno probabilmente invitati a sottoscrivere un modulo, in genere predisposto dall’ASL di riferimento, in cui i genitori o il genitore esercente la responsabilità genitoriale sul minore (ex potestà parentale e prima ancora patria potestà), esprimono quello che costituisce un vero e proprio consenso informato.
Mi sto personalmente accertando presso l’ASL Unica della Romagna quali documenti e moduli sia necessario sottoscrivere per dare corso alla vaccinazione nei confronti dei propri figli.
Voglio comunque chiarire che essendo le 12 vaccinazioni OBBLIGATORIE, l’ASL può legittimamente prescindere dalla previa sottoscrizione del c.d. consenso informato.
In OGNI CASO, Non bisogna firmare nulla e, anzi, occorre richiedere formalmente che il proprio figlio venga sottoposto ai dodici vaccini previsti dalla legge in singola dose, e non gli vengono invece inoculati esa o tetravalenti vari.
La richiesta volta ad ottenere che vengano somministrati i dodici vaccini singoli non potrà essere accolta atteso che, ad oggi, manca il vaccino contro la difterite.
La legge sul punto, per ora, nulla dice, talchè i genitori esercenti la responsabilità genitoriale possono liberamente optare per le vaccinazioni singole, aggirando, in tal modo, la legge.
Non accettate vaccinazioni “parziali”, ovvero 11 vaccini su 12. (VI VERRA’ SICURAMENTE PROPOSTO!)
Il DL parla chiaro, tutti i 12 vaccini devono essere eseguiti entro il 10 Marzo 2018 per non incorrere nelle sanzioni ivi previste.
Non ci sono esenzioni DI SORTA, se non in conseguenza delle condizioni di salute del somministrato.
A quel punto il personale vi dirà che o fate l’esavalente (o altre combinazioni) oppure verrà applicata la legge nei vostri confronti con multe e quant’altro.
Chiederete che vi venga messo per iscritto e il personale rifiuterà.
Giunti a casa, scriverete una raccomandata RR (con ricevuta di ritorno) o una pec, facendo presente che, pur intendendo rispettare la legge, con cui, peraltro, siete in disaccordo, per il principio di precauzione, a tutela di Vs. figlio, avete chiesto di inoculare a Vs. figlio/a, secondo un apposito calendario, i dodici vaccini in dose singola e l’ASL NON è stata in grado di soddisfare tale richiesta per propri problemi organizzativi e/o di approvvigionamento.
Conservate tale raccomandata e la relativa ricevuta di ritorno (o ricevute di accettazione e consegna se inviata a mezzo pec).
Fase VI. Dal Marzo 2018, ricorrerete al Giudice del Tribunale, nel cui mandamento si trova il luogo di residenza del minore, per (tentare) di iscrivere Vs. figlio al nido e/o all’asilo pur non vaccinandolo per gli anni 2018-2019 e ss., proponendo altresì ricorso anche contro la sanzione amministrativa di cui al DL 73 del 2017.
Nella prossima comunicazione la “bozza” di raccomandata da inviare all’ASL.

Avv. Matteo Pavanetto
Avvocato in Forlì

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