Forlì, 14/06/2021

Avevo commentato la sentenza delle Sezioni Riunite n. 1 del 2021 sull’art. 54 e avevo “profetizzato” (per il vero è stato alquanto semplice) che la percentuale di rivalutazione applicata alla parte c.d. retributiva della pensione di ogni militare (o VVFF) andato in pensione con il sistema misto, sarebbe  passata dal 44% al 2,44% annuo per ogni anno di servizio anteriore al 31.12.1995.

La Giurisprudenza delle varie Corte dei Conti si è conformata in massa al principio applicandolo sia ai ricorsi già iscritti al ruolo sia a quelli iscritti successivamente al deposito della sentenza 1 del 2021 delle Sezioni Riunite.

Il contrasto, tuttavia, è rimasto e, anzi si è acuito, per coloro che hanno maturato meno di anni 15 di servizio al 31.12.1995 in quanto, come già detto, la sentenza delle Sezioni Riunite 1 del 2021 liquidava la questione con un semplice “Conseguentemente:  L’aliquota del 44% non è applicabile per la quota retributiva della pensione in favore di quei militari che, alla data del 31 dicembre 1995,  vantavano un’anzianità utile inferiore a 15 anni”.

In prima battuta questo potrebbe significare che coloro che, in pensione con il sistema misto, abbiano maturato meno di 15 anni di servizio utile al 31.12.1995 non hanno diritto ad alcuna rivalutazione del periodo retributivo della loro pensione.

In tal senso, per esempio, si è espressa in  plurime occasione la Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, che mi ha respinto tre ricorsi, iscritti al ruolo prima della sentenza delle Sezioni Riunite n. 1 del 2021 proprio in quanto non riteneva applicabile il disposto dell’art. 54 DPR 1092 del 1973 a quei militari che, andati in pensione con il sistema misto, non avessero maturato al 31.12.1995, almeno 15 anni di servizio.

Come avevo già scritto, a mio modesto avviso, questo ragionamento non è corretto.

Le Sezioni Riunite rilevato che la percentuale del 44% non è applicabile tout court alla parte retributiva della pensione del militare che sia andato in pensione con il sistema misto e un servizio utile, al 31.12.1995, tra i 15 e 18 anni, escludendo, conseguentemente, analoga applicabilità a chi, al 31.12.1995, avesse maturato meno dei fatidici 15 anni di servizio.

Ma non significa che a costoro non spetti alcuna rivalutazione per tale periodo.

Né che le annualità di servizio prestate sino al 31.12.1995 possano essere rivalutate  secondo gli indici desunti dall’art. 44 (dettato, si ricordi per gli impiegati civili dello Stato).

Dovrà, quindi, essere applicato anche a costoro, almeno il parametro indicato dalle Sezioni Riunite ovvero una rivalutazione del 2.445%, arrotondato al 2,44%, per ogni anno di servizio utile a prescindere che si siano integrati o meno i 15 anni.

Diversamente ragionando si verrebbe a determinare una illegittima disparità di trattamento tra chi al 31.12.1995 abbia compiuto i 15 anni di servizio utile e chi non sia arrivato a tale traguardo.

A parte la Corte dei Conti bolognese che, alla luce della sentenza delle Sezioni Riunite 1 del 2021, ha ritenuto NON applicabile l’art. 54 ai militari con meno di 15 anni di servizio alla data del 31.12.1995, vi sono state sentenze molto contrastanti in merito.

In tal senso, ad esempio, la recentissima sentenza della Corte dei Conti Regione Calabria quivi allegata, n. 12 del 14.1.2021, intervenuta sul caso di un militare con 14 anni di servizio al 31.12.1995, che dopo la sentenza 1 del 2021 delle Sezioni Riunite, chiarisce “deve essere valorizzata la circostanza secondo cui non può essere riconosciuta l’aliquota del 35% applicata dall’INPS in quanto norma rivolta al personale civile dello Stato. Deve altresì essere valorizzata la circostanza che il coefficiente di rendimento del 2,44% annuo per coloro che maturano il diritto alla pensione al 15° anno di servizio utile non è suscettibile di una modificatio in peius per coloro che, come il ricorrente, vantavano al 31.12.1995, un’anzianità di servizio inferiore ai 15 anni…… ciò anche per non dare vita a trattamenti differenziati a fronte del medesimo presupposto fattuale. Avendo il ricorrente chiesta l’applicazione di un coefficiente di rendimento del 2,93% annuo, il riconoscimento in  suo favore del diverso coefficiente del 2,44% deve essere ricompreso implicitamente nella domanda senza che rilevi in senso contrario che egli non avesse maturato al 31.12.1995 i 15 anni di servizio utile che devono essere  valorizzati ai fini del computo della quota A (la parte retributiva) della pensione….  ”.

Conforme anche Corte dei Conti Toscana con sentenza n. 23 del 2021 (doc. n. B) secondo cui  “dai principi espressi dalla SSRR 1/2021/QM, pertanto, non sembrano giustificabili trattamenti differenziati tra coloro i quali alla data del 31.12.1995 avevano compiuto o meno i 15 anni di servizio, in quanto la quota retributiva della pensione da liquidarsi con il sistema misto va calcolato tenendo conto dell’effettivo numero di anni di anzianità maturati al 31.12.1995, con applicazione dell’aliquota del 2.44% per ogni anno utile. Per cui il ricorrente ha diritto al ricalcolo della quota retributiva della pensione con l’applicazione del coefficiente del 2.44% per ogni anno di anzianità maturato al 31.12.1995”.

Addirittura, la Corte dei Conti II Sezione Centrale d’appello con sentenza n. 41 del 2021, tra le altre, ha stabilito che ad un militare con una anzianità di servizio al 31.12.1995 di soli 12 anni e 9 mesi, dovesse applicarsi l’art. 54 DPR 1092 del 1973 con conseguente ricalcolo della quota retributiva della sua pensione (12 anni e 9 mesi appunto) ed applicazione del coefficiente del 2,445% per ogni anno di anzianità maturato prima del 31.12.1995.

A fronte di tale orientamento se ne è formato uno diametralmente opposto in seno alla I Sez. e alla III Sez. Centrale d’Appello, tanto che la Terza Sezione Centrale in Appello, permanendo tale evidente contrasto, in riferimento a 4 cause discusse il 14 Maggio 2021, con Ordinanza N° 5/2021 ha sollevato Questione di Massima innanzi alle SS.RR. avente ad oggetto, appunto, l’interpretazione dell’art. 54 DPR 1092 del 1973, con riferimento dell’aliquota annuale da applicarsi agli under quindici, ovvero ai militari che al 31.12.1995 avessero espletato meno di quindici anni di servizio.

Nella propria ordinanza, la Terza Sezione della Corte Centrale sottopone alle Sezioni Riunite il seguente quesito : a) di statuire se la quota retributiva della pensione da liquidarsi con il sistema misto, ai sensi dell’art 1, comma 12 della L. 335/1995, in favore del personale militare o appartenente ai corpi militarizzati, cessato dal servizio con otre 20 anni di anzianità utile ai fini previdenziali, vada calcolata tenendo conto dell’effettivo numero di anni maturati al 31 dicembre 1995, con applicazione del relativo coefficiente, per ogni anno utile, determinato dalle stesse SS.RR. nel 2,44 percento anche in favore di quei militari che, alla data del 31.12.1995, vantavano una anzianità di servizio inferiore ai quindici anni; b) ovvero di statuire, ove ritenuto non applicabile il coefficiente dl 2,44 per cento, quale sia l’aliquota da applicare al personale militare cessato dal servizio con oltre 20 anni di anzianità che, alla data del 31.12.1995, vantava un’anzianità di servizio inferiore a quindici anni.”

Il quesito viene modellato in maniere conforme ai principi di diritto già affermati dalle Sezioni Riunite nella sentenza 1 del 2021, per cui, le stesse laddove non ritenessero applicabile ai militari con meno di 15 anni di servizio al 31.12.1995 il coefficiente annuale del 2,445%, arrotondato al 2,44%, dovrà  comunque esprimersi indicando in alternativa quale sarà il nuovo coefficiente.

Per prevenire le giuste domande dei militari interessati si può ipotizzare che l’udienza avanti alle Sezioni Riunite si celebrerà a Luglio 2021 o, al massimo a Settembre 2021e verrà probabilmente messa la parola fine alla lunghissima diatriba concernente l’interpretazione e l’applicabilità dell’art. 54 DPR 1091 del 1973.

Il mio consiglio.

In attesa di questa seconda sentenza delle SSRR, suggerirei ai militari under 15 che NON hanno ancora interposto ricorso per il riconoscimento dell’applicazione dell’art. 54 alla parte retributiva della loro pensione (mista) di inviare, intanto, una missiva (pec) ad INPS diffidando l’ente a voler loro applicare l’art. 54 nella interpretazione resa dalle SSRR, a prescindere dagli anni di servizio ante il 31.12.1995.

Ciò, principalmente, per interrompere il termine prescrizionale e prepararsi il terreno per un futuro e auspicabile ricorso avanti alla competente Corte dei Conti, allorquando il responso delle Sezioni Riunite fosse loro favorevole, riconoscendo una percentuale d rivalutazione della parte retributiva della loro pensione in misura diversa da quella prevista dall’art. 44 (2,33% annuo) dettato, si ricordi, per gli impiegati civili dello Stato.

Lo studio si occupa di queste posizione e si mette a disposizione per redigere le varie diffide e i successivi ricorsi.

Per quei militari under 15 che siano risultati soccombenti in I Grado alla luce del principio espresso dalle Sezioni Riunte nella sentenza 1 del 2021 consiglierei sicuramente di interporre appello in Corte dei Conti Centrale d’Appello, eventualmente non coltivandolo allorquando la nuova delle SSRR non fosse a loro favorevole.

Avv. Matteo Pavanetto

 

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