L’autovelox a postazione fissa che rileva la velocità dei veicoli deve essere autorizzato dal Ministero dei Trasporti e omologato dal MISE per l’annullamento di tutte le contravvenzioni.

In base a quanto previsto dagli artt. 142 c. 6 CDS e 192 Reg. Att. Cds, le multe e sanzioni registrate da autovelox approvati con atto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT), ma non convalidate dal ministero dello Sviluppo Economico (MISE), non sono valide e vanno di conseguenza annullate.

Anche il Giudice forlivese, come altri suoi colleghi interpreta questa norma nel senso della diversità tra omologazione e approvazione, che non sono, in effetti, la stessa cosa: l’omologazione è infatti un procedimento amministrativo che accerta la rispondenza e la conformità dell’apparecchio alle prescrizioni del Regolamento del Codice della Strada, «esigendo quindi un giudizio tecnico giuridico in ordine alla sussistenza delle condizioni di legittimità delle modalità di accertamento», giudizio che, per contro, non è richiesto nella procedura di approvazione.

«Ne consegue – conclude il Giudice di Pace di Forlì – che i due termini non sono affatto sinonimi ma comportano procedure distinte, ognuna con una propria ratio operativa».

D’altronde, la determina dirigenziale non è equiparabile al Decreto Ministeriale di omologazione pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come previsto dal citato art. 192 Reg. att. CdS.

E’ lo stesso art. 192 del Regolamento del Codice della Strada, che definisce in modo dettagliato, le due diverse procedure da seguire per ottenere l’omologazione e l’approvazione, così seguendo l’una, l’apparecchiatura sarà da considerarsi “omologata” e, seguendo l’altra, l’apparecchiatura sarà da considerarsi meramente “approvata”, giungendo quindi a differenti provvedimenti conclusivi, facenti capo a due Ministeri diversi.

Tale norma statuisce, come si legge nella sentenza in parola, che l’omologazione consiste nell’accertamento della rispondenza e dell’efficacia dell’oggetto alle prescrizioni stabilite dal suddetto regolamento e viene affidata all’ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del Ministero dei Lavori pubblici e viene operata dal MISE mentre la seconda ricorre qualora la richiesta sia relativa a elementi per i quali il regolamento non statuisce le caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni e l’approvazione viene adottata con determinazione dirigenziale del MIT.

Ed il fatto che NON si tratti di due procedure equipollenti tra loro, che quindi necessariamente conducono, a rigor di logica, a due risultati differenti, è ricavabile agevolmente anche dalla circostanza che ad attivare l’una piuttosto che l’altra sono due ministeri diversi, ossia il M.I.T. per la mera approvazione ed il MISE per l’omologazione dell’autovelox.

L’art. 142, comma 6, del Codice della Strada, norma cardine in materia, statuisce senza alcun equivoco, che le apparecchiature utilizzate per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità devono essere omologate e non semplicemente approvate; infatti, i due concetti e le procedure sono differenti, sicché l’una non si potrà utilizzare in luogo dell’altra.

sent.-gdp-Forli-845-2022

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